Incentivi fiscali 2026: cosa cambia e chi può beneficiarne
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Incentivi fiscali 2026: cosa cambia e chi può beneficiarne

La Legge di Bilancio 2026 conferma e aggiorna gli incentivi fiscali per la casa e l’efficienza energetica, offrendo un quadro normativo importante per chi vuole ristrutturare o migliorare il proprio immobile.

Le principali detrazioni fiscali restano operative, con aliquote rilevanti come:

  • 50% per il bonus ristrutturazioni
  • 36% per altri interventi edilizi
  • incentivi dedicati a efficienza energetica e sicurezza sismica

Rispetto agli anni precedenti, emergono però alcune novità significative, tra cui la fine del Superbonus 110% per la maggior parte degli interventi e modifiche nelle modalità di accesso alle agevolazioni.

Per usufruire dei bonus è fondamentale conoscere requisiti, limiti di spesa e modalità di pagamento, tra cui l’obbligo del bonifico parlante, indispensabile per garantire la tracciabilità delle spese.

In questa guida aggiornata analizziamo tutti gli incentivi fiscali casa 2026, i requisiti per accedervi e i consigli utili per sfruttarli al meglio.

Bonus Casa 2026: panoramica degli incentivi disponibili

Nel 2026 restano attivi diversi bonus edilizi e incentivi per la riqualificazione degli immobili. La Legge di Bilancio ha confermato molte agevolazioni già presenti negli anni precedenti.

Tra i principali incentivi troviamo:

  • Bonus ristrutturazioni
  • Ecobonus per il risparmio energetico
  • Sismabonus per la sicurezza degli edifici
  • Bonus per abbattimento barriere architettoniche (integrato nel bonus ristrutturazioni)

Le detrazioni fiscali permettono di recuperare parte delle spese sostenute attraverso la dichiarazione dei redditi, generalmente in 10 rate annuali di pari importo.

Possono accedere alle agevolazioni:

  • proprietari di immobili
  • usufruttuari
  • locatari
  • comodatari
  • titolari di diritti reali sull’immobile

È indispensabile conservare fatture, ricevute e documentazione tecnica, necessarie per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Novità della Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio introduce alcune modifiche importanti nel sistema dei bonus casa.

Fine del Superbonus 110%

Nel 2026 il Superbonus 110% termina per la maggior parte degli interventi, restando attivo solo in specifici casi legati alle zone colpite da eventi sismici.

Questo segna il passaggio a un sistema di incentivi più sostenibile dal punto di vista della spesa pubblica.

Eliminazione del bonus barriere architettoniche al 75%

Il bonus autonomo per l’abbattimento delle barriere architettoniche con detrazione al 75% non è più previsto.

Gli interventi restano comunque agevolabili, ma rientrano nel bonus ristrutturazioni con detrazione al 50%.

Stop definitivo a cessione del credito e sconto in fattura

Dal 2024 non è più possibile utilizzare:

  • cessione del credito
  • sconto in fattura

per la maggior parte delle agevolazioni edilizie.

Questo significa che il contribuente deve anticipare le spese e recuperarle successivamente tramite detrazione fiscale.

Bonus ristrutturazioni 2026

Il bonus ristrutturazioni resta uno degli incentivi più utilizzati per lavori sugli immobili.

Detrazione e limiti di spesa

Per il 2026 sono confermati:

  • detrazione del 50%
  • limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare

La detrazione viene recuperata in 10 anni tramite dichiarazione dei redditi.

Interventi ammessi

Tra i lavori agevolabili rientrano:

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia
  • lavori su parti comuni condominiali
  • eliminazione barriere architettoniche

Sono inoltre comprese alcune opere di manutenzione ordinaria sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Modalità di pagamento

Per usufruire del bonus è obbligatorio effettuare il pagamento tramite bonifico parlante, che deve contenere:

  • causale del versamento
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • partita IVA o codice fiscale dell’impresa

Ecobonus 2026: incentivi per l’efficienza energetica

L’Ecobonus continua a incentivare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

L’obiettivo è ridurre i consumi energetici e le emissioni, favorendo la riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Interventi incentivati

Tra gli interventi ammessi rientrano:

  • isolamento termico delle superfici opache
  • sostituzione di infissi e serramenti
  • installazione di caldaie ad alta efficienza
  • pompe di calore
  • sistemi domotici per la gestione energetica

Le nuove costruzioni non possono accedere all’ecobonus, che è riservato esclusivamente agli edifici esistenti.

Detrazioni e recupero fiscale

L’aliquota varia in base all’intervento, generalmente tra 50% e 65%.

La detrazione viene recuperata in 10 anni, con quote annuali di pari importo.

È obbligatorio conservare:

  • certificazioni energetiche
  • documentazione tecnica
  • fatture e bonifici parlanti

Sismabonus 2026: incentivi fiscali per la sicurezza sismica

Il sismabonus è l’agevolazione dedicata agli interventi di miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici.

Questi lavori sono fondamentali soprattutto nelle aree ad alto rischio sismico.

Interventi ammessi

Il bonus riguarda:

  • consolidamento strutturale degli edifici
  • interventi di riduzione del rischio sismico
  • opere di miglioramento antisismico

Sono detraibili anche le spese professionali, come progettazione e verifiche tecniche.

Beneficiari

Possono usufruire del sismabonus:

  • proprietari
  • titolari di diritti reali sull’immobile
  • locatari e comodatari

Il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla normativa è fondamentale per accedere alla detrazione.

Incentivi fiscali per energie rinnovabili e fotovoltaico

Nel 2026 gli incentivi fiscali per energie rinnovabili e impianti fotovoltaici continuano a sostenere la transizione energetica nel settore edilizio.

Le agevolazioni favoriscono l’installazione di tecnologie sostenibili che permettono di ridurre i costi energetici.

Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo

Gli incentivi fiscali riguardano:

  • installazione di impianti fotovoltaici
  • sistemi di accumulo dell’energia
  • pompe di calore
  • sistemi di riscaldamento a fonti rinnovabili

Queste soluzioni permettono di aumentare l’autonomia energetica degli edifici e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

Conto Termico 3.0: nuove opportunità nel 2026

Il Conto Termico 3.0 rappresenta uno dei principali strumenti per incentivare interventi di efficienza energetica.

Questo sistema prevede contributi per:

  • pompe di calore ad alta efficienza
  • caldaie a biomassa
  • impianti solari termici
  • interventi di isolamento termico

Il meccanismo consente di ottenere incentivi economici diretti, spesso più rapidi rispetto alle detrazioni fiscali.

Per accedere è necessario rispettare specifici requisiti tecnici e procedurali.

Agrivoltaico, biometano e comunità energetiche

Tra le novità più interessanti nel panorama energetico emergono nuovi incentivi per progetti innovativi.

Agrivoltaico

L’agrivoltaico combina:

  • produzione agricola
  • produzione di energia solare

Questo modello consente di utilizzare il terreno in modo più efficiente.

Biometano

Gli incentivi per il biometano favoriscono la produzione di energia da fonti rinnovabili derivanti da biomasse e scarti agricoli.

Comunità energetiche

Le comunità energetiche rinnovabili permettono a cittadini, imprese ed enti locali di produrre e condividere energia pulita a livello locale.

Questi modelli promuovono una gestione dell’energia più sostenibile e partecipativa.

Bonus barriere architettoniche nel 2026

Nel 2026 il bonus barriere architettoniche non esiste più come incentivo autonomo.

Gli interventi per migliorare l’accessibilità degli edifici possono però essere inseriti nel bonus ristrutturazioni con detrazione al 50%.

Tra i lavori agevolabili rientrano:

  • installazione di ascensori
  • montascale
  • rampe di accesso
  • adeguamento dei servizi igienici

Anche in questo caso è necessario effettuare pagamenti con bonifico parlante e conservare la documentazione tecnica.

Come accedere agli incentivi fiscali 2026

Per ottenere i bonus edilizi è necessario seguire alcune procedure precise.

Documenti necessari

Tra i documenti richiesti rientrano:

  • fatture delle spese sostenute
  • ricevute dei bonifici parlanti
  • certificazioni tecniche
  • eventuali autorizzazioni edilizie

La documentazione deve essere conservata per almeno 10 anni.

Procedura di richiesta

La detrazione viene richiesta tramite:

  • dichiarazione dei redditi
  • modello 730 o modello Redditi

In alcuni casi è necessario inviare comunicazioni specifiche all’ENEA, soprattutto per interventi di efficientamento energetico.

Limiti di spesa e cumulabilità dei bonus

Ogni incentivo prevede limiti di spesa e massimali specifici.

Ad esempio:

  • Bonus ristrutturazioni: massimo 96.000 euro per unità immobiliare
  • Ecobonus: massimali variabili a seconda dell’intervento
  • Sismabonus: limiti specifici per tipologia di lavori

Inoltre, non tutti i bonus possono essere cumulati tra loro per la stessa spesa.

Una corretta pianificazione degli interventi consente di massimizzare i vantaggi fiscali evitando errori.

FAQ sugli Incentivi Fiscali Casa 2026

Quali bonus casa sono attivi nel 2026?

Nel 2026 restano attivi diversi incentivi fiscali per interventi sugli immobili, tra cui:

  • Bonus ristrutturazioni (50%)
  • Ecobonus per efficienza energetica
  • Sismabonus per la sicurezza degli edifici
  • Incentivi per impianti fotovoltaici e energie rinnovabili
  • Bonus per abbattimento barriere architettoniche (integrato nel bonus ristrutturazioni)

Queste agevolazioni permettono di recuperare parte delle spese sostenute tramite detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi.

Quanto si può detrarre con il bonus ristrutturazioni nel 2026?

Il bonus ristrutturazioni 2026 consente una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute, con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

Il Superbonus 110% esiste ancora nel 2026?

Nel 2026 il Superbonus 110% non è più disponibile per la maggior parte degli interventi. Rimane attivo solo in casi specifici, in particolare nelle zone colpite da eventi sismici.

Per lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico è quindi necessario fare riferimento agli altri incentivi disponibili, come ecobonus, bonus ristrutturazioni e sismabonus.

È ancora possibile utilizzare sconto in fattura o cessione del credito?

No. Per la maggior parte degli incentivi edilizi non sono più disponibili lo sconto in fattura e la cessione del credito, eliminati a partire dal 2024.

Il contribuente deve quindi anticipare le spese e recuperare l’importo tramite detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi.

Chi può accedere agli incentivi fiscali per la casa?

Possono beneficiare dei bonus casa diversi soggetti, tra cui:

  • proprietari dell’immobile
  • usufruttuari
  • locatari
  • comodatari
  • titolari di diritti reali sull’immobile

È necessario sostenere le spese e possedere la documentazione richiesta per ottenere la detrazione.

Come devono essere effettuati i pagamenti per ottenere le detrazioni?

Per accedere ai bonus edilizi i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante, che deve includere:

  • causale del pagamento
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • partita IVA o codice fiscale dell’impresa o del professionista

Questo sistema garantisce la tracciabilità della spesa e la validità della detrazione fiscale.

Quali interventi rientrano nell’ecobonus?

L’ecobonus incentiva gli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici, tra cui:

  • isolamento termico
  • sostituzione infissi e serramenti
  • installazione di caldaie ad alta efficienza
  • pompe di calore
  • sistemi domotici per il risparmio energetico

Le detrazioni variano generalmente tra 50% e 65%, a seconda dell’intervento effettuato.

Gli impianti fotovoltaici sono incentivati nel 2026?

Sì. Gli impianti fotovoltaici possono beneficiare di diverse agevolazioni, tra cui detrazioni fiscali e incentivi per sistemi di accumulo.

Questi incentivi favoriscono la produzione di energia rinnovabile e consentono di ridurre i costi energetici domestici.

Quali documenti bisogna conservare per ottenere i bonus casa?

Per usufruire delle detrazioni fiscali è necessario conservare:

  • fatture dei lavori
  • ricevute dei bonifici parlanti
  • certificazioni tecniche
  • eventuali autorizzazioni edilizie

La documentazione deve essere conservata per almeno 10 anni, in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I bonus casa possono essere cumulati tra loro?

La cumulabilità dei bonus dipende dalla tipologia di intervento. In generale non è possibile utilizzare più incentivi per la stessa spesa, ma è possibile applicare bonus diversi su lavori differenti effettuati sullo stesso immobile.

Per evitare errori è consigliabile verificare sempre le condizioni previste dalla normativa o consultare un professionista.

Bonus Ristrutturazioni 2026: guida completa alle agevolazioni fiscali
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Bonus Ristrutturazioni 2026: guida completa alle agevolazioni fiscali

Il bonus ristrutturazioni 2026 è l’agevolazione fiscale che permette di recuperare il 50% delle spese per lavori edilizi, fino a un massimo di 96.000 euro per immobile.
La detrazione viene suddivisa in 10 quote annuali tramite dichiarazione dei redditi.

In questa guida aggiornata vediamo:

  • chi può richiederlo
  • quali lavori sono ammessi
  • limiti di spesa e aliquote
  • come ottenere la detrazione nel 2026.

Vuoi capire cosa conviene davvero nel 2026?

Leggi la guida completa: Incentivi fiscali 2026: cosa cambia e chi può beneficiarne

Quando conviene utilizzare il Bonus Ristrutturazioni 2026

Il Bonus Ristrutturazioni 2026 è particolarmente conveniente per chi deve effettuare interventi di manutenzione straordinaria o lavori di ristrutturazione sulla propria abitazione.

La normativa attuale prevede una detrazione del 50% per la prima casa, ma nei prossimi anni le aliquote potrebbero essere ridotte. Per questo motivo molti proprietari stanno programmando i lavori entro il 2026 per sfruttare le condizioni fiscali attualmente più favorevoli.

Il bonus può essere utilizzato sia per interventi su singole abitazioni sia per lavori sulle parti comuni dei condomini, offrendo un incentivo importante per migliorare la qualità e la sicurezza degli edifici.

Panoramica delle agevolazioni fiscali 2026

Nel 2026 le agevolazioni fiscali edilizie continuano a rappresentare uno strumento centrale per incentivare la riqualificazione degli immobili in Italia.

La Legge di Bilancio 2026 conferma diversi bonus edilizi già esistenti, tra cui:

  • Bonus Ristrutturazioni
  • Ecobonus
  • Sismabonus
  • Bonus Mobili
  • Bonus Barriere Architettoniche

Il bonus ristrutturazioni resta l’incentivo principale per gli interventi di recupero edilizio, con una detrazione del 50% su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

Accanto a questo incentivo continuano a essere disponibili altre agevolazioni dedicate all’efficienza energetica e alla sicurezza sismica degli edifici.

Il Superbonus 110%, invece, nel 2026 ha un campo di applicazione molto più limitato rispetto al passato ed è previsto principalmente per interventi situati in aree sismiche.

Se stai valutando alternative alla detrazione, guarda anche il Conto Termico: quando conviene e come funziona.

Detrazioni principali: bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus

Le principali detrazioni fiscali disponibili nel 2026 includono:

Bonus Ristrutturazioni

Il bonus ristrutturazioni consente di ottenere una detrazione del 50% sulle spese sostenute, con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

La detrazione viene suddivisa in 10 quote annuali di pari importo.

Questo incentivo riguarda principalmente interventi di:

  • manutenzione straordinaria
  • ristrutturazione edilizia
  • restauro e risanamento conservativo

Ecobonus 2026

L’Ecobonus è dedicato agli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

Le aliquote variano in base alla tipologia di intervento e ai lavori realizzati, con limiti di spesa specifici per ogni categoria.

Tra gli interventi più comuni rientrano:

  • isolamento termico
  • sostituzione degli infissi
  • installazione di pompe di calore
  • sistemi di climatizzazione efficienti

Anche in questo caso la detrazione viene generalmente suddivisa in 10 anni.

Sismabonus 2026

Il Sismabonus incentiva gli interventi di miglioramento della sicurezza sismica degli edifici.

La detrazione viene ripartita in 5 quote annuali e varia in base alla riduzione del rischio sismico ottenuta.

L’accesso al bonus richiede il rispetto delle normative tecniche e la presentazione di apposite asseverazioni da parte di professionisti qualificati.

Novità e proroghe previste per il 2026

Nel 2026 alcune agevolazioni fiscali vengono confermate mentre altre subiscono modifiche.

Il bonus ristrutturazioni mantiene l’aliquota del 50% per la prima casa, mentre per le altre unità immobiliari l’aliquota è pari al 36%.

Dal 2027 è prevista una riduzione delle detrazioni, che scenderanno rispettivamente:

  • al 36% per la prima casa
  • al 30% per le altre abitazioni

Questo rende conveniente pianificare eventuali lavori di ristrutturazione entro il 2026.

Tra le altre novità:

  • il bonus barriere architettoniche potrebbe essere progressivamente integrato nel bonus ristrutturazioni
  • il Superbonus 110% resta applicabile solo in casi limitati
  • sono previste proroghe per lavori già avviati ma non completati entro il 2026

Bonus ristrutturazioni 2026: riepilogo

CaratteristicaDettaglio
Detrazione50%
Spesa massima96.000 €
Recupero10 anni
Beneficiariproprietari, inquilini, conviventi
Pagamentobonifico parlante

Differenza tra bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus

BonusInterventiDetrazione
Bonus ristrutturazionilavori edilizi50%
Ecobonusefficienza energeticavariabile
Sismabonussicurezza sismicavariabile

Chi può usufruire del bonus ristrutturazioni

Possono beneficiare del bonus ristrutturazioni tutti i contribuenti soggetti all’Irpef che sostengono le spese per gli interventi edilizi.

Tra i principali beneficiari troviamo:

  • proprietari dell’immobile
  • nudi proprietari
  • usufruttuari
  • inquilini
  • comodatari
  • familiari conviventi
  • conviventi more uxorio

Anche i condomini possono usufruire delle detrazioni per interventi sulle parti comuni degli edifici.

Nel caso di immobili utilizzati sia per abitazione sia per attività professionale o commerciale, la detrazione viene applicata con percentuali ridotte.

Errori che fanno perdere il bonus ristrutturazioni

Tra gli errori più comuni troviamo:

  • pagamenti senza bonifico parlante
  • fatture intestate a soggetti diversi
  • lavori non autorizzati
  • mancanza della documentazione tecnica

Limiti di spesa e percentuali di detrazione

Per il bonus ristrutturazioni nel 2026 il limite massimo di spesa resta fissato a:

96.000 euro per unità immobiliare

La detrazione prevista è:

  • 50% per la prima casa
  • 36% per le seconde case

La detrazione viene recuperata tramite dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo.

È importante ricordare che il contribuente deve avere capienza fiscale sufficiente per utilizzare completamente la detrazione.

Il bonus ristrutturazione 50% rappresenta oggi una delle principali agevolazioni fiscali per gli interventi edilizi sulle abitazioni, consentendo di recuperare metà delle spese sostenute entro il limite previsto dalla normativa.

Il limite del bonus ristrutturazione di 96.000 euro rappresenta la soglia massima di spesa su cui è possibile calcolare la detrazione fiscale prevista dalla normativa.

Esempio di calcolo del bonus ristrutturazioni

Supponiamo di sostenere una spesa per lavori di ristrutturazione pari a 40.000 euro.

Calcolo della detrazione:

  • Spesa totale: 40.000 €
  • Detrazione 50%: 20.000 €

Questa cifra verrà recuperata in 10 anni, quindi:

2.000 euro di detrazione ogni anno.

Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni

Molti contribuenti si chiedono quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni. La normativa prevede diverse tipologie di interventi agevolabili, principalmente legati alla manutenzione straordinaria, alla ristrutturazione edilizia e al miglioramento delle condizioni strutturali dell’immobile.

Tra i principali lavori ammessi dal bonus ristrutturazione rientrano il rifacimento degli impianti, la sostituzione degli infissi, il restauro conservativo e gli interventi di ristrutturazione dell’abitazione.

La manutenzione ordinaria è generalmente esclusa, tranne nel caso di interventi sulle parti comuni dei condomini.

Efficientamento energetico e lavori ecobonus

Gli interventi di miglioramento energetico possono accedere all’Ecobonus.

Tra i principali lavori incentivati troviamo:

  • isolamento termico dell’edificio
  • installazione di pompe di calore
  • sostituzione infissi ad alta efficienza
  • sistemi di domotica per il controllo energetico

Dal 2025 sono esclusi alcuni interventi legati a impianti alimentati da combustibili fossili, in linea con le politiche di sostenibilità ambientale.

Miglioramento sismico e Sismabonus

Il Sismabonus riguarda interventi destinati a migliorare la sicurezza strutturale degli edifici situati in zone sismiche.

Gli interventi possono includere:

  • consolidamento strutturale
  • rinforzo delle fondazioni
  • miglioramento delle strutture portanti

La detrazione viene suddivisa in 5 anni e richiede la certificazione del miglioramento del livello di sicurezza sismica.

Incentivi per fotovoltaico e tecnologie green

Tra le agevolazioni disponibili nel 2026 rientrano anche gli incentivi per:

  • impianti fotovoltaici
  • sistemi di accumulo energetico
  • tecnologie di gestione intelligente dell’energia

Questi interventi possono essere agevolati tramite Ecobonus o Bonus Ristrutturazioni, a seconda delle caratteristiche dell’impianto e delle modalità di installazione.

Come richiedere il bonus ristrutturazioni

Per ottenere la detrazione è obbligatorio effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante per bonus ristrutturazione, che deve indicare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa.

Questo metodo di pagamento è obbligatorio per ottenere il beneficio fiscale.

Documenti necessari per ottenere la detrazione

Per usufruire del bonus ristrutturazioni è necessario conservare alcuni documenti fondamentali:

  • fatture dei lavori eseguiti
  • ricevute dei bonifici parlanti
  • eventuali autorizzazioni edilizie
  • asseverazioni tecniche
  • documentazione catastale dell’immobile

La documentazione deve essere conservata per tutta la durata della detrazione.

Consigli per evitare errori

Per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate è importante:

  • effettuare pagamenti sempre tracciabili
  • conservare tutta la documentazione fiscale
  • verificare l’ammissibilità degli interventi
  • rispettare le scadenze previste dalla normativa

Rivolgersi a professionisti qualificati può aiutare a evitare errori e a sfruttare al meglio le agevolazioni fiscali.

Conviene utilizzare il bonus ristrutturazioni nel 2026?

Nel 2026 il bonus ristrutturazioni mantiene una detrazione del 50%, ma dal 2027 le aliquote potrebbero essere ridotte. Per questo motivo molti proprietari stanno anticipando gli interventi edilizi per sfruttare le condizioni fiscali attualmente più vantaggiose.

FAQ Bonus Ristrutturazioni 2026

Quanto si recupera con il bonus ristrutturazioni?

La detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro per immobile.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazioni?

Possono richiederlo proprietari, inquilini, usufruttuari, familiari conviventi e condomini per lavori sulle parti comuni.

Come viene restituita la detrazione?

La detrazione viene recuperata tramite dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

Il bonus ristrutturazioni sarà ridotto nel 2027?

Sì, secondo la normativa attuale l’aliquota dovrebbe scendere al 36% per la prima casa.

Qual è il limite del bonus ristrutturazioni?

Il limite massimo di spesa previsto dal bonus ristrutturazioni è 96.000 euro per unità immobiliare.

Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni?

Rientrano nel bonus ristrutturazioni gli interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro conservativo e alcuni lavori sulle parti comuni dei condomini.

Come si paga il bonus ristrutturazioni?

Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico parlante, che consente di tracciare la spesa ai fini della detrazione fiscale.

Conto Termico 3.0: incentivi, requisiti e come ottenerlo
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Conto Termico 3.0: incentivi, requisiti e come ottenerlo

Il Conto Termico 3.0 è uno dei principali incentivi statali in Italia per promuovere la riqualificazione energetica degli edifici e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), questo meccanismo consente di ottenere contributi a fondo perduto fino al 65% delle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico.

L’obiettivo è favorire la riduzione dei consumi energetici, delle emissioni di CO₂ e la diffusione di tecnologie sostenibili come pompe di calore, solare termico e sistemi di building automation.

Grazie a questo incentivo, privati, imprese e pubbliche amministrazioni possono realizzare interventi di riqualificazione energetica riducendo significativamente i costi dell’investimento.

Come Funziona il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 prevede l’erogazione di incentivi economici per interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici o che aumentano la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il contributo viene erogato dal GSE direttamente sul conto corrente del beneficiario:

  • in un’unica soluzione per importi più contenuti
  • in rate annuali per interventi più rilevanti

L’incentivo può coprire dal 50% al 65% delle spese ammissibili, con percentuali più elevate per specifici interventi realizzati dalle pubbliche amministrazioni o nei piccoli comuni.

Questo sistema di incentivi rientra nelle strategie nazionali di transizione energetica e decarbonizzazione del patrimonio edilizio.

Come vengono pagati gli incentivi

Importo incentivoModalità pagamento
fino a 5000 €unica soluzione
oltre 5000 €rate annuali

Differenze tra Conto Termico 2.0 e Conto Termico 3.0

Il nuovo Conto Termico introduce diverse novità rispetto alla versione precedente.

Ampliamento dei beneficiari

Oltre ai soggetti già previsti, il Conto Termico 3.0 include:

  • enti del terzo settore
  • comunità energetiche rinnovabili
  • gruppi di autoconsumatori

Questo favorisce nuovi modelli di produzione e consumo condiviso dell’energia.

Nuove tecnologie incentivabili

Il decreto prevede il supporto anche per tecnologie innovative, tra cui:

  • pompe di calore bivalenti
  • sistemi integrativi add-on
  • impianti fotovoltaici con accumulo collegati a pompe di calore

Incentivi più elevati

Sono stati aggiornati:

  • massimali di spesa
  • aliquote di incentivo
  • maggiorazioni per componenti prodotti nell’Unione Europea

Procedure più semplici

Il nuovo portale Portaltermico consente di:

  • presentare la domanda online
  • caricare la documentazione
  • monitorare lo stato della pratica

La digitalizzazione rende la procedura più rapida e trasparente.

CaratteristicaConto Termico 2.0Conto Termico 3.0
beneficiariprivati e PAanche CER
tecnologielimitatenuove tecnologie
massimaliinferioriaumentati

Interventi Ammessi nel Conto Termico 3.0

Il programma incentiva interventi suddivisi in due categorie principali.

Interventi di efficienza energetica

Riguardano il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.

Gli interventi più comuni sono:

  • isolamento termico dell’involucro edilizio
  • sostituzione di infissi e serramenti
  • sistemi di building automation per il controllo dei consumi
  • riqualificazione degli impianti termici

Installazione di fonti rinnovabili

Il Conto Termico sostiene anche l’adozione di tecnologie energetiche sostenibili, tra cui:

  • pompe di calore ad alta efficienza
  • sistemi ibridi
  • impianti fotovoltaici integrati con accumulo
  • sistemi solari termici

In molti casi è richiesta una diagnosi energetica certificata, redatta da professionisti qualificati secondo le normative UNI CEI.

Tecnologie più incentivate

TecnologiaIncentivo
pompa di calorefino 65%
solare termicofino 65%
sistemi ibridifino 65%

Chi Può Richiedere il Conto Termico

Il Conto Termico 3.0 è accessibile a diverse categorie di beneficiari.

Privati cittadini

Possono ottenere incentivi per interventi su abitazioni private o condomini.

Imprese

Le aziende possono migliorare l’efficienza energetica di edifici e processi produttivi.

Pubbliche amministrazioni

Gli enti pubblici possono accedere anche tramite prenotazione dell’incentivo prima dell’inizio dei lavori, facilitando la programmazione degli interventi.

Comunità energetiche rinnovabili

Il nuovo decreto incentiva progetti collettivi di produzione e consumo di energia pulita.

Quanto si recupera con il Conto Termico 3.0

L’importo dell’incentivo varia in base a diversi fattori:

  • tipologia di intervento
  • potenza dell’impianto installato
  • prestazioni energetiche ottenute
  • ubicazione geografica dell’edificio

In generale gli incentivi possono coprire:

  • 50-65% della spesa per privati e imprese
  • fino al 100% per alcune pubbliche amministrazioni

Esempio reale incentivo pompa di calore

Costo impiantoIncentivoSpesa reale
10.000 €6.500 €3.500 €

Esempio solare termico

Costo impiantoIncentivo
5.000 €3.250 €

Come Richiedere il Conto Termico 3.0

La domanda deve essere presentata online tramite il portale ufficiale del GSE.

Procedura passo-passo

  1. Registrazione sul portale Portaltermico
  2. Inserimento dei dati dell’intervento
  3. Caricamento della documentazione tecnica
  4. Invio della richiesta di incentivo
  5. Valutazione della pratica da parte del GSE
  6. Erogazione del contributo sul conto corrente

Tra i documenti richiesti:

  • progetto tecnico dell’intervento
  • fatture di acquisto e installazione
  • diagnosi energetica certificata
  • asseverazioni tecniche

La completezza della documentazione è fondamentale per evitare ritardi nella valutazione.

Calcolo dell’Incentivo del Conto Termico

L’importo dell’incentivo dipende da diversi fattori:

  • tipologia di intervento
  • potenza dell’impianto installato
  • prestazioni energetiche ottenute
  • area geografica

In generale gli incentivi possono coprire:

  • 50–65% della spesa per molti interventi domestici
  • fino al 100% per piccoli comuni o pubbliche amministrazioni

Esempio pratico:

La sostituzione di una caldaia tradizionale con una pompa di calore può ottenere un incentivo pari al 50-65% del costo dell’impianto.

Conto Termico vs altri incentivi per l’efficienza energetica

Il Conto Termico è uno degli strumenti principali per incentivare interventi di efficienza energetica e installazione di impianti da fonti rinnovabili, ma non è l’unico disponibile in Italia. 

Tra le alternative più diffuse ci sono Ecobonus, Bonus Casa e altri incentivi fiscali per la riqualificazione energetica. La differenza principale riguarda la modalità di erogazione: il Conto Termico prevede un contributo diretto erogato dal GSE sul conto corrente, spesso in tempi relativamente brevi, mentre gli altri incentivi funzionano generalmente come detrazioni fiscali distribuite in più anni nella dichiarazione dei redditi.

Il Conto Termico è particolarmente vantaggioso per interventi come pompe di calore, solare termico e sistemi ibridi, perché consente di recuperare fino al 65% della spesa con procedure relativamente snelle. Gli incentivi fiscali, invece, possono risultare più adatti per lavori di ristrutturazione più ampi che coinvolgono l’intero edificio. La scelta dipende quindi dal tipo di intervento, dall’importo dell’investimento e dalla situazione fiscale del beneficiario.

IncentivoPercentuale
Conto Termicofino 65%
Ecobonusfino 65%
Superbonusvariabile

FAQ sul Conto Termico 3.0

Cos’è il Conto Termico 3.0?

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale che finanzia interventi di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili, erogando contributi a fondo perduto tramite il GSE.

Quanto rimborsa il Conto Termico?

Gli incentivi possono coprire dal 50% al 65% delle spese, con possibilità di arrivare fino al 100% per alcune categorie di intervento e beneficiari pubblici.

Chi può accedere al Conto Termico?

Possono accedere:

  • privati cittadini
  • imprese
  • pubbliche amministrazioni
  • enti del terzo settore
  • comunità energetiche rinnovabili

Quanto tempo ci vuole per ricevere l’incentivo?

Dopo l’approvazione della pratica da parte del GSE, il contributo viene erogato:

  • in un’unica soluzione per importi più bassi
  • in rate annuali per interventi più importanti.

Il Conto Termico è cumulabile con altri bonus?

In alcuni casi è possibile cumularlo con altri incentivi, ma è necessario verificare le condizioni specifiche previste dalla normativa vigente.